L’attivista di destra Jaden Scott porta una bandiera americana oltre una fila di agenti del dipartimento di polizia di Minneapolis durante una protesta anti-ICE fuori Fort Snelling, Minnesota, USA, 15 gennaio 2026 (Ansa)
È un appello e una riflessione che sembra andare ben oltre il semplicistico concetto di ragione e torto quello che offre Riro Maniscalco sulle pagine de ilSussidiario.net, partendo dagli ultimi – certamente terribili – eventi che si sono registrati a Minneapolis: per chi non lo sapesse, infatti, è bene ricordare che nella città in Minnesota è in corso da tempo una violenta caccia all’immigrazione da parte degli (ormai famigerate) agenti dell’ICE, con Minneapolis che è stata teatro in pochi giorni di un doppio omicidio da parte degli agenti, compiuti ai danni di due cittadini statunitensi.
Al di là, appunto, di chi abbia avuto ragione o torto nell’omicidio a Minneapolis di Alex Pretti – tra gli innegabilmente “bruschi” atteggiamenti dell’ICE, il rapido scivolare verso “calci e pugni” anche da parte dei manifestanti e il fatto che Pretti avesse con sé “una pistola” a una manifestazione, tecnicamente, “contro la violenza” -, secondo Maniscalco è arrivato il momento di dare ascolto alle accorate parole “dell’arcivescovo di Minneapolis”.
Parole – ricorda Maniscalco – che dovrebbero spingerci a riflettere sul fatto se non sia meglio (come alcuni propongono) “togliere i fondi all’ICE, schierare la National Guard [o] regolamentare in maniera più stringente le armi”; oppure adottare un nuovo atteggiamento, riaprendo a quel “dialogo” sempre più carente nella nostra “vita quotidiana” e che – a suo avviso – è l’unico modo vero e duraturo per estirpare il seme “dell’odio” che sta sempre più germogliando a Minneapolis, ma – purtroppo – non solo.
