Energia e consumo energetico (Ansa)
In un contesto storico in cui si torna a parte del caro energia a causa del perdurare – secondo lo stesso Trump per almeno altre 2 o 3 settimane, più o meno le stesse che indicò il mese scorso dopo i primi raid – della guerra in Iran, secondo il Consigliere delegato della Camera di commercio italo-tedesca Jörg Buck (intervenuto in queste ore sulle pagine de ilSussidiario.net) è importante che l’Europa e i governi nazionali intervengano nel più breve tempo possibile.
Secondo Buck, infatti, il caro energia – terzo consecutivo nell’arco di appena 4 anni – rischia di produrre ampi effetti negativi sulle imprese e, di conseguenza, sulla competitività del Vecchio continente, con particolare attenzione su Italia e Germania che “sono tra i Paesi più esposti allo shock su petrolio e gas”: lo scenario attualmente più probabile è quello “stagflazionistico”, per il quale – purtroppo – non esistono “strumenti di risposta semplici”.
Contro il caro energia, secondo Buck, attualmente l’unica soluzione è mettere in campo “misure temporanee di sostegno mirate” e non semplici “sussidi a pioggia”, con l’UE che dovrebbe guidare un “coordinamento degli acquisti di energia”; mentre nel lungo termine è importante “una decisa semplificazione burocratica” che permetta alle imprese di accelerare sulle rinnovabili, il tutto nella cornice più ampia del “completamento del mercato unico”, vera soluzione per restituire “autonomia strategica” al Vecchio continente.
