Sarajevo e la strada dei cecchini (Foto: Youtube)
Si allarga l’inchiesta riguardante i cecchini di Sarajevo e il cosiddetto safari umano. Come vi abbiamo specificato nel dettaglio su Ilsussidiario.net nella giornata di ieri è emerso un quarto indagato nella vicenda, un 64enne piemontese, originario della provincia di Alessandria, che sarebbe stato intervistato da Tgr, il telegiornale regionale, ammettendo di aver preso parte alla guerra.
Ha smentito di aver partecipato però al Safari umano ma gli inquirenti lo hanno iscritto comunque sul registro degli indagati e nei prossimi giorni lo interrogheranno, alla luce delle accuse di omicidio volontario continuativo. Il 64enne ha spiegato di essersi arruolato all’epoca della guerra in Jugoslavia, nella prima metà degli anni ’90, e di aver preso parte al conflitto per la sua vicinanza all’ultradestra.
Ha però smentito – come detto sopra – la questione dei cecchini, argomento su cui chi indaga proverà a fare chiarezza. Assieme a lui sono finiti sul registro degli indagati anche un ricco imprenditore lombardo, un uomo toscano e un 80enne friulano: le accuse nei loro confronti sono di aver preso parte alla guerra in Bosnia, appostandosi sulle colline di Sarajevo e sparando ai civili che attraversavano le strade della capitale. Vedremo cosa emergerà da questa indagine anche se non sarà semplice dimostrare le varie responsabilità.
