CEI, il cardinale Zuppi (Foto: Ansa)
La Cei, la conferenza episcopale italiana, ha pubblicato un messaggio in vista del prossimo primo maggio 2026, la festa dei lavoratori. Come vi riportavamo ieri su IlSussidiario.net, si tratta di un messaggio che contiene diverse riflessioni sul lavoro, segnalando nel contempo le molteplici criticità ancora oggi presenti.
I vescovi ricordando come “l’essenza del lavoro umano” è quella di un’azione “collettiva generativa”, sottolineando inoltre che le persone che sono al centro dell’attività lavorativa devono essere messe in dialogo fra loro in quanto partecipano non soltanto al futuro del proprio Paese ma a quello dell’intera umanità. Per la Cei in una sorta di “amore civile” il lavoro è la “grammatica della società”, facendo mettere in relazione la gente.
Il cardinale Zuppi ricorda anche una massima di Giovanni Paolo II, secondo cui il lavoro, grazie alla luce di Cristo, può permettere di trovare dentro di noi un “barlume di vita nuova”, di nuovo bene, che può arrivare anche grazie a sacrificio e fatica. Viene ovviamente ricordato il periodo storico in cui stiamo vivendo, con i numerosi conflitti in tutto il mondo e per questo la CEI ci tiene a precisare come il lavoro non possa essere tenuto separato da ciò che sta accadendo a livello geopolitico, ricordando che l’intelligenza e le mani dei lavoratori possono essere usate sia come opere di sterminio ma anche per realizzare “grandi opere di pace”.
