Xi Jinping, Presidente della Cina (Ansa)
Non passano inosservate le manovre politiche, economiche e militari che sta attuando la Cina per anticipare e gestire futuri conflitti o pressioni internazionali: l’obiettivo è rafforzare la propria influenza nel mondo e tutelare gli interessi nazionali di fronte a un ordine mondiale sempre più competitivo, ma anche instabile. Per Andrea Pomella, il presidente Xi sta ampliando il suo raggio d’azione non solo sul fronte militare, con investimenti nella Marina cinese e capacità atomiche, ma anche su quello economico e diplomatico, cercando alleanze e strumenti che possano compensare o contrastare l’influenza degli Usa e dell’Occidente.
Nell’analisi su IlSussidiario.net, spiega che Pechino punta a consolidare partenariati con Paesi dell’Asia, dell’Africa e del Medio Oriente, e a promuovere iniziative come la Belt and Road Initiative (BRI) per creare una rete di relazioni economiche e strategiche che aumentino la capacità cinese di resistere alle pressioni esterne. Pomella segnala anche la crescente centralità del yuan nei mercati finanziari emergenti e lo sviluppo di sistemi di pagamento alternativi per provare a indebolire l’egemonia economica occidentale.
Xi e il Partito Comunista Cinese questi venti di instabilità sono opportunità per espandere l’influenza, non come una minaccia, per questo si lavora a una strategia di lungo periodo, che implica cooperazione economica, rafforzamento militare, controllo sociale interno e capacità di gestire crisi attraverso leve finanziarie e diplomatiche.
