Donald Trump e Xi Jinping, vertice Usa-Cina in Corea del Sud (ANSA-EPA 2025)
La Cina sta mettendo a punto una strategia articolata per rispondere alla pressione geopolitica e commerciale esercitata dagli Usa: lo sostiene il professor Giuliano Noci, secondo cui Washington vuole limitare l’influenza cinese colpendo indirettamente alcuni dei suoi principali partner energetici e geopolitici, come Iran e Venezuela, proprio per riequilibrare il vantaggio accumulato da Pechino nelle terre rare e nelle catene industriali importanti.
Il prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano nell’intervista a IlSussidiario.net spiega che la reazione di Pechino non riguarda il piano militare, ma quello economico e tecnologico, infatti si stanno definendo le linee strategiche per il futuro del Paese, con particolare attenzione allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie avanzate, ritenute decisive per la competizione mondiale.
La Cina sta seguendo con attenzione la crisi iraniana e potrebbe svolgere un ruolo diplomatico per far emergere una nuova leadership a Teheran in grado di negoziare con Washington e stabilizzare la regione, ma il vero problema resta l’economia interna, in particolare la difficoltà di stimolare la domanda senza ridurre il controllo politico del Partito comunista sulla società, per cui la strategia è quella di combinare diplomazia, innovazione tecnologica e gestione economica interna per rispondere all’offensiva geopolitica Usa senza finire in uno scontro diretto.
