Spiaggia (Ansa)
Potrebbe presto chiudersi l’eterna lotta tra il governo di centrodestra e l’Unione Europea sullo spinoso tema delle concessioni balneari, già al centro di diverse procedure di infrazione a causa delle continue proroghe a favore degli attuali titolari che hanno violato la direttiva europea Bolkestein sulla concorrenza nel settore dei servizi: infatti, le attuali concessioni balneari sono scadute nel 2023, ma da quel momento sono state costante prorogate adducendo diverse ragioni; con la svolta al dossier impressa dall’AGCOM.
Pochi giorni fa, infatti, l’Autorità ha dichiarato illegittime le ulteriori proroghe delle concessioni balneari che avrebbe rinviato al fascicolo tra il 2027 e il 2028, ritenendo insussistenti le ragioni “tecniche” addotte dell’esecutivo: secondo l’AGCOM, infatti, allo stato attuale mancherebbe un vero e proprio piano futuro che giustifichi l’esigenza di maggiori tempi organizzativi; così come sarebbero anche lesivi della par condicio i paletti normativi fissati per l’ingresso nel mercato balneare.
Sul tema – dopo la pronuncia da parte dell’AGCOM – è immediatamente intervenuto il ministro Salvini, promettendo la pubblicazione entro la fine del mese di marzo di un “bando tipo” per le concessioni balneari: l’idea – ha spiegato – sarebbe quella di tutelare dalla concorrenza dei grandi investitori stranieri, i piccoli imprenditori che intendono entrare nel mercato; chiarendo che verranno inclusi anche i criticati indennizzi – a carico del subentrante – per coprire i costi degli investimenti non ammortizzati effettuati dagli titolari uscenti delle concessioni.
