Energia (Ansa)
In un periodo storico in cui la crisi energetica appena iniziata sembra aver già assunto le fattezze – secondo molti analisti – della peggiore che si sia verificata negli ultimi decenni, secondo un’analisi pubblicata da Stefano Cingolani sulle pagine de ilSussidiario.net, l’Unione Europea non è riuscita a mettere in campo una reale strategia che sappia ridare respiro ai paesi – come e soprattutto l’Italia – soffocati da prezzi energetici letteralmente esplosi nell’arco di pochi giorni.
Solamente lo scorso venerdì, infatti, si è chiuso il Consiglio europeo che avrebbe dovuto mettere in campo misure urgenti contro la crisi energetica, ma tutto ciò che è emerso – ricorda Cingolani – sempre essere solamente un leggero allentamento del meccanismo ETS, nonostante la richiesta italiana (supportata anche da altri nove paesi europei) di sospenderlo interamente per ridurre il costo delle bollette.
Quello degli ETS per l’Italia è un espediente, ben differente dalle ampie misure (tra cui il taglio di oltre 10 punti dell’IVA) messe in campo dalla Spagna: proprio qui, secondo Cingolani, sta la differenza, perché se qualcuno ha dei conti pubblici che permettono di adottare misure concrete, altri – appunto, come l’Italia – sono stati letteralmente abbandonati da Bruxelles, costretti a rattoppare una crisi energetica che potrebbe aggravarsi notevolmente nell’arco dei prossimi 10 giorni.
