Vertice Ucraina coi volenterosi UE a Londra: Zelensky con Merz, Starmer e Macron (ANSA-EPA 2025)
Crisi di orientamento in Germania, con la popolazione “spaesata” di fronte agli slogan e alle narrative che dominano sul sostegno all’Ucraina, green deal e posizioni anti-Trump, senza una visione politica chiara da parte del cancelliere Friedrich Merz. Per il saggista e traduttore Edoardo Laudisi, la Germania non ha perso competitività per suoi errori interni, ma perché il mondo è radicalmente cambiato: il modello industriale basato su energia a basso costo, discipline salariali e moneta forte è stato messo sotto stress da fattori come la guerra in Ucraina e l’aumento dei costi energetici, compromettendo i pilastri che per decenni avevano sostenuto la locomotiva europea.
Nell’intervista a IlSussidiario.net ha spiegato che il sostegno tedesco all’Ucraina non rifletterebbe un consenso maggioritario nella società: il ricordo della Seconda guerra mondiale e l’avversione all’idea di un coinvolgimento militare diretto pesano sull’opinione pubblica. Ci sono poi Green Deal e transizione ecologica, percepiti da molti come ideologici e costosi per l’industria, per cui si generano frizioni tra narrazione politica e realtà economica.
Questa frattura tra élite e popolazione si manifesta soprattutto in un clima in cui si tende a ridurre il dibattito pubblico a etichette morali (chi critica è “nazionalista” o “anti-europeo”), invece i timori quotidiani di lavoratori e classi medie restano irrisolti. La compressione dei salari reali, la perdita di pilastri energetici e un sistema politico senza visione strategica fanno sì che i tedeschi sentano la mancanza di risposte concrete ai problemi economici e sociali del Paese.
