Caro carburanti (Foto: Pixabay)
Potrebbe presto diventare tragica la crisi petrolifera che si è innescata dopo lo scoppio della guerra in Iran e la conseguente decisione del regime di Teheran di bloccare il transito navale nell’importantissimo Stretto di Hormuz, attraverso il quale – come si sarà ormai ampiamente capito in queste settimane – transita circa il 20% del petrolio mondiale: a lanciare l’allarme sui rischi è stato, proprio in queste ore, il Commissario Ue all’energia Dan Jorgensen in un comunicato inviato agli stati membri.
Secondo quanto riporta Reuters, infatti, il Commissario Jorgensen teme che un prolungamento della crisi petrolifera porterà il Vecchio continente in una situazione nettamente peggiore rispetto a quella che si registrò dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, con gli Stati membri (e soprattutto i cittadini) che potrebbero trovarsi a fare i conti con possibili interruzioni temporanee – e potenzialmente prolungate – della corrente elettrica.
Non solo, perché se la crisi petrolifera non dovesse attenuarsi rapidamente, entro i prossimi tre mesi a pagarne il prezzo potrebbero essere i comparti più energivori, con il Commissario che fa apertamente riferimento al rischio che moltissimi voli verranno cancellati per conservare quante più scorte di carburante possibile; il tutto accompagnato dal suggerimento agli Stati membri di iniziare a lavorare a una riduzione della domanda di petrolio dei cittadini.
