Trump, presidente Stati Uniti (Foto: Tg5)
La Corte Suprema Usa ha dichiarato incostituzionali i dazi voluti da Donald Trump, con una sentenza che non ha spiazzato del tutto i mercati finanziari. Secondo l’economista Paolo Annoni, nonostante la bocciatura formale, i mercati hanno reagito positivamente nel breve termine dando “credito politico e finanziario” a Trump, come se la decisione avesse ridotto l’incertezza sulle sue politiche commerciali, d’altra parte mette in guardia da questa apparente tranquillità, perché potrebbe essere fuorviante.
Al di là delle reazioni di Borsa, la cancellazione dei dazi rischia di provocare un “buco” nel bilancio del Tesoro Usa di circa 170 miliardi di dollari, perché i dazi rappresentavano una fonte importante di entrate fiscali, usate per riequilibrare i conti pubblici e finanziare parte delle politiche economiche della Casa Bianca. Con la loro abolizione coatta, il Tesoro potrebbe trovarsi a dover sostenere un maggiore fabbisogno di spesa pubblica o tagliare programmi già in corso per compensare la perdita di gettito.
Trump si ritrova in una posizione complicata per Annoni: da un lato la sua strategia protezionistica aveva attirato consensi in determinati settori dell’economia, dall’altro la sua bocciatura costringe l’amministrazione ad inventare nuove misure per evitare un impatto negativo sui conti pubblici, per cui il presidente potrebbe optare per strumenti alternativi di politica commerciale o a cercare accordi con il Congresso per reintrodurre forme di tariffe con basi legittimate dalle norme.
