Elezioni (Foto Ansa)
La disaffezione al voto è cresciuta di 7 punti percentuali nel giro di 15 anni: il professor Marco Fattore, ordinario di statistica economica nell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha analizzato i dati dell’indagine Freedom in the World, da cui è emerso che la partecipazione elettorale nel mondo è scesa dal 62% al 55%, riflettendo l’astensionismo crescente e minor coinvolgimento dei cittadini sia nei paesi occidentali sia altrove. I dati certificano, dunque, la crisi della democrazia.
La disaffezione è marcata tra i giovani, indebolendo così la rappresentatività intergenerazionale delle istituzioni. La qualità del dibattito pubblico viene spesso impoverita dalle fake news e da comunicazioni distorte che fuorviano l’opinione pubblica, favorendo l’appeal di forze illiberali o populiste che propongono soluzioni forti e semplificate ai problemi socio-economici. I regimi autoritari sembrano più efficaci di democrazie per affrontare certe sfide può far apparire modelli meno democratici – talvolta definite “democrature” – come alternativi funzionali.
