Dollaro USA (Foto: Pixabay)
È ormai chiaro e consolidato il duplice andamento dei mercati che – da un lato – vedono l’oro raggiungere il suo massimo storico (addirittura accelerando rispetto alle attese degli analisti) e – dall’altro lato – il dollaro al centro di una forte svalutazione: dinamiche – come’è facile immaginare – collegate tra loro e sulle quali ha ragionato il docente dell’Università di Roma Tor Vergata Nicola Rossi sulle pagine de ilSussidiario.net, analizzando nel dettaglio cosa stia succedendo soprattutto al dollaro.
L’aumento record dell’oro – spiega, appunto, Rossi – è innegabilmente dovuto “all’aria di incertezza che (..) circonda l’economia americana“, con gli investitori mondiali che non nutrono più fiducia nei “titoli di stato americani” e – spostandosi verso altri beni, come l’oro – stanno causando il deprezzamento del dollaro: una situazione potenzialmente grave e che secondo il professor Rossi l’amministrazione di Trump non avrebbe compreso a fondo.
Infatti, se il dollaro cala a picco rischia di perdere il suo attuale ruolo di “riserva globale” che, oltre ad avere degli ovvi “vantaggi”, comporta anche delle “responsabilità” che Trump starebbe disattendendo: in questo contesto potrebbe subentrare l’Europa e intercettare quei “capitali che non vengono più investiti” negli USA, ma per farlo – conclude Rossi – è importante accelerare dal punto di vista del “mercato unico dei capitali [e] dell’unione bancaria” o si rischia di perdere un treno che difficilmente passerà una seconda volta.
