Donald Trump e JD Vance (Foto: ANSA-EPA 2025)
Donald Trump ha “vinto” politicamente al Forum economico mondiale di Davos, imponendo la sua agenda e mettendo in difficoltà la posizione dell’Ue: ne è convinto Agustín José Menéndez, che nell’intervista a IlSussidiario.net ha spiegato che il presidente americano è riuscito a umiliare gli europei con un discorso che ha evidenziato la rottura con l’ordine neoliberale tradizionale, ma ha anche ribadito il ruolo primario degli Usa nel nuovo equilibrio mondiale. Secondo il docente di diritto pubblico comparato e filosofia politica nell’Università Complutense di Madrid, a Davos ha presentato una visione alternativa rispetto all’approccio europeo, spingendo per una politica internazionale dove gli interessi americani e la potenza geopolitica contano più dell’antico ordine multilaterale che l’Ue sostiene.
Per Menéndez, l’Europa appare frastornata e incapace di reagire con coerenza alla strategia statunitense e che alcune proposte europee non tengono conto della realtà geopolitica odierna. Nel discorso di Trump, infatti, sono emersi temi di forte impatto per l’Europa, dalle tensioni commerciali ai negoziati sul controllo della Groenlandia, passando per la “ristrutturazione” dell’ordine mondiale e un modo differente di affrontare alleanze come la NATO e relazioni con gli alleati.
Secondo Menéndez, l’Europa non deve lasciarsi ingannare da narrative che non riflettono la nuova realtà internazionale e deve evitare di seguire posizioni che sembrano dettate da interessi “senza potere” o da illusioni ideologiche. Squilla campanello d’allarme per l’Ue: se non riuscirà a riaffermare la sua autonomia strategica e coerenza politica, rischia di essere marginalizzata.
