Emmanuel Macron (ANSA)
Si sono chiusi in queste ore i primissimi turni delle Elezioni in Francia, con le Municipali che aprono a una lunghissime serie di appuntamenti elettorali che culmineranno nelle Politiche del 2027 in cui si deciderà il futuro del paese dopo la fine dell’era di Macron: appuntamenti – quelli delle Municipali – analizzati in queste ore dall’economista Nicola Berti sulle pagine de ilSussidiario.net, soffermandosi in particolare su quella chiara frammentazione del paese che è emersa da questo primo turno delle Elezioni in Francia.
Infatti, se a Parigi si è assistita a una quasi scontata riconferma dei socialisti, quest’anno guidati da Emmanuel Grégoire, in molte realtà più piccole – come Mulhouse, che ha visto il pareggio di sei differenti candidati – si è assistito a una netta divisione tra le forze politiche; mentre a Marsiglia la sfida sarà tra socialisti, lepenisti, gollisti e LFI, a Tolosa i gollisti dovranno vedersela con LFI e socialisti, a Le Havre sembrano favoriti i macroniani, a Roubaix dovrebbe trionfare LFI e a Perpignano avanza il RN.
Insomma, un quadro – quello delle Elezioni in Francia – di ampia frammentazione delle forze al potere, frutto secondo Berti “delle scelte” fatte in questi anni da Macron, che dopo “il disastro elettorale di metà 2024 (..) non ha avuto timori di lasciar paralizzare il governo”: la vera sfida, insomma, sarà quella del 2027, con la certezza che da un lato di affermerà il delfino di Le Pen, Jordan Bardella, e dall’altro la successione di Macron resta ancora profondamente “incerta”.
