Gli Epstein Files (Foto: Ansa)
Le nuove perquisizioni nella residenza dell’ex principe Andrea di Windsor in relazione al caso Epstein Files stanno agitando anche la politica, dai democratici USA ai laburisti nel Regno Unito. Scotland Yard ha effettoato per tre giorni consecutivi perquisizioni alla Royal Lodge, l’abitazione in cui Andrea vive dopo essere stato declassato dalla famiglia reale, su ordine delle forze di polizia che cercano prove legate alle accuse emerse dai milioni di documenti pubblicati. Gli investigatori stanno cercando di collegare l’ex duca di York alle attività del finanziere Jeffrey Epstein, inclusa la possibile condivisione di informazioni riservate e il coinvolgimento nelle reti di sfruttamento che emergono dai file.
Anche se l’ex principe è stato rilasciato dopo l’interrogatorio, le accuse restano pesanti e le ricerche puntano a elementi che confermino ipotesi di reati quali abuso d’ufficio o connessioni con un presunto traffico di persone legato ad ambienti internazionali. Le perquisizioni in casa di Andrea rientrano in una fase più ampia di indagini che coinvolgono diverse autorità in riferimento agli Epstein Files.
Il caso sta scuotendo il governo laburista britannico di Keir Starmer, tanto da alimentare tensioni interne e persino progetti legislativi per escludere Andrea dalla linea di successione al trono. Pete Mandelson, storico esponente laburista che era stato nominato ambasciatore negli Usa, ha dovuto dimettersi alla luce delle accuse e delle rivelazioni nei file: un segnale che lo scandalo sta producendo anche effetti politici imprevisti pure nei partiti tradizionali.
Negli Stati Uniti la reazione dei Democratici è altrettanto nervosa, perché gli Epstein Files coinvolgono personalità di spicco della politica americana – a partire dai legami con l’ex presidente Bill Clinton, ma anche con Hollywood e altri ambienti dell’élite – alimentando il dibattito su responsabilità , trasparenza e potere dei potenti. Il timore è che possano esserci ulteriori rivelazioni in futuro, con possibili impatti sui leader politici e sui partiti in entrambe le sponde dell’Atlantico.
