Lavoro (Foto da Pixabay)
I dati Istat aggiornati a due anni fa mostrano che l’età media dei lavoratori è arrivata a circa 42 anni, a conferma che siamo di fronte a un fenomeno di progressivo invecchiamento, ma ciò ha inevitabili contraccolpi sulle imprese, in particolare sulle PMI. Per Giancamillo Palmerini, il trend è trasversale a gran parte delle province italiane, anche se si registrano picchi in zone come Potenza (46,63 anni) e valori più bassi in province come Bolzano, che comunque si attestano quasi sui 40 anni.
Per l’esperto, questa tendenza incide sui risultati delle imprese, soprattutto negli ambiti delle piccole realtà produttive dove è più difficile realizzare un ricambio generazionale fluido e trasmettere efficacemente le competenze tra lavoratori più anziani e giovani. Un’età media più alta dei dipendenti, inoltre, può influenzare la capacità delle imprese di cogliere nuove opportunità di sviluppo, reagire alle novità del mercato e modernizzare i processi produttivi, rallentando la transizione tecnologica e l’innovazione.
Il fenomeno dell’invecchiamento si intreccia alle dinamiche demografiche più ampie presenti in Italia, come l’allungamento dell’aspettativa di vita, le riforme pensionistiche che spingono a lavorare più a lungo e una minor presenza di giovani nel mercato del lavoro, ed è un banco di prova per la competitività del tessuto produttivo nazionale.
