Consiglio europeo (Ansa)
Nell’atteso Consiglio europeo dei ministri che si è tenuto negli ultimi giorni, Bruxelles sembra aver aperto ufficialmente a una revisione temporanea del meccanismo del cosiddetto ETS, ovvero lo scambio di quote di emissioni di Co2 che è stato introdotto all’interno delle strategie europee per ridurre l’impatto ambientale delle aziende più energivore e che difficilmente possono inquinare in misura minore.
Una revisione – quella degli ETS – che sembra essere una sorta di via di mezzo tra la richiesta della totale sospensione avanzata dall’Italia e la riconferma precisa del meccanismo per com’è formulato in questo momento; fermo restando che la sospensione chiesta da Roma è stata giudicata dannosa per gli obiettivi ambientali europei, con il rischio che si avrebbe compromesso l’autonomia strategica del Vecchio continente.
La linea adottata da Bruxelles – stando alle indiscrezioni che sono emerse nelle ultime ore – sembra essere quella di una revisione temporanea e flessibile del meccanismo ETS, che interesserà esclusivamente i settori economici maggiormente colpiti dalla crisi energetica che espongono l’intera economia comunitaria a maggiori rischi; il tutto con l’ambizione di ridurre anche i costi dell’energia in bolletta per i comuni cittadini.
