Francoforte, la sede della BCE (ANSA-EPA 2025)
Dopo mesi di attesa, alla fine il Parlamento UE – recentemente rimproverato dalla presidente della BCE Lagarde proprio per i suoi ritardi – ha approvato le primissime delibere che daranno il via ufficiale al cosiddetto “Euro digitale“, ovvero la moneta elettronica emessa direttamente dalla Banca centrale europea che andrà ad affiancare i contanti, aumentando le possibilità di pagamento offerte ai cittadini dell’Eurozona: una vera e propria rivoluzione – quella dell’Euro digitale – che dovrebbe dare nuovo vigore alla nostra moneta comune sul panorama internazionale.
Procedendo per ordine, la prima cosa da chiarire è che l’Euro digitale – ovviamente – non andrà in nessun caso a sostituire al 100% il denaro contante, ma lo affiancherà per offrire a tutti i cittadini che preferiscono i pagamenti digitali un’ulteriore possibilità: l’obiettivo, infatti, è quello di rimuovere un po’ di quel mercato dei pagamenti elettronici che attualmente è nelle mani di pochi attori stranieri (tutti statunitensi), centralizzando la gestione di una valuta elettronica.
Di fatto, l’Euro digitale funzionerà – grosso modo – come una qualsiasi altra carta di pagamento: sarà emesso dalla BCE a favore dei cittadini (a fronte, ovviamente, di un deposito tramite un conto bancario o postale, o anche tramite contanti) all’interno di un wallet che verrà creato nei prossimi mesi, spendibile con carta, app o cellulare; mentre gli esercenti il principale vantaggio sarà quello di offrire costi di gestione nettamente inferiori rispetto alle attuali commissioni imposte da servizi come Visa, Mastercard o American Express.
