L'Unione Europea (Foto: Ansa)
In un intervento sulle pagine de ilSussidiario.net, Stefano Cingolani ha messo in fila le attuali – profondissime – criticità di un’Europa nella quale sembra ormai impossibile la cooperazione economica, industriale e (addirittura) militare, segnale di un cambio di rotta che deve essere effettuato al più presto per non lasciare a Usa, Cina e Russia troppo spazio di manovra nel futuro geopolitico mondiale: criticità – quelle dell’Europa – ben emerse in questi giorni sia in Belgio, che a Monaco; riassunte da Cingolani in sei punti.
Il primo – ovviamente – è quello che parla della difesa dell’Europa, con progetti ambiziosi sui quali ancora nessuno ha chiarito le modalità di finanziamento (con il noto scontro sugli Eurobond) e i rapporti con la NATO; unito in qualche modo anche al secondo punto che parla della totale assenza di un “piano comune militar-industriale” a fronte soprattutto dei recenti scontri sul progetto Fcas e su quello Gcap; ma anche – e questo è il terzo punto – alla difficile cooperazione “sulla politica economica e industriale” del vecchio continente.
Cingolani, poi, tra le criticità dell’Europa cita anche i diverbi – in corso da parecchio tempo – sulla “regola dell’unanimità ” che rende impossibile prendere decisioni in grado di incidere veramente sul futuro; proseguendo poi su quanto accadrà dopo le “elezioni americane di mid-term“, perché a fronte di un’ipotetica riconferma di Trump, manca ancora un “piano B o (..) exit strategy”; mentre non è da meno – chiudendo con il sesto punto – la posizione dell’Italia divisa tra l’amicizia con Trump, quella con Merz e quella con Macron.
