Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione UE (ANSA-EPA 2025)
L’Europa sembra intenzionata a trovare nuove vie commerciali per sopperire alla crescente sfiducia nei confronti degli Stati Uniti che, sotto la guida da Donald Trump, sembrano intenzionati a chiudere sempre di più la loro economia, e per farlo Bruxelles ha scelto di puntare – prima – sull’area del Mercosur e – poi – sull’India: una posizione che, secondo un’analisi di Stefano Fassina pubblicata sulle pagine de ilSussidiario.net, appare incomprensibile per un’Europa che da anni sembra intenzionata a chiudere completamente le porte alla Russia.
Non è un mistero, infatti, che l’Europa considera il Cremlino una “minaccia esistenziale“, al punto da seguire con la testa bassa la precedente strategia statunitense fatta di sanzioni (siamo ormai arrivati a 18 pacchetti) e chiusure: a pagarne il prezzo maggiore sono state, però, le imprese costretta a sostenere costi altissimi per un gas che ora viene fornito quasi esclusivamente dagli USA; mentre a Mosca non sembra che le sanzioni abbiano causato grossi problemi.
Con le imprese (e l’economia) in Europa in difficoltà, dunque, secondo Fassina è un vero e proprio controsenso che si pensi di avviare trattati commerciali con Cina, India e Brasile – notoriamente amici di Putin e tra i suoi principali finanziatori in questo momento storico -, mantenendo le porte saldamente chiuse alla Russia; il tutto, peraltro, mentre Trump da tempo sembra voler avviare un percorso di normalizzazione dei rapporti con il Cremlino dal quale – ancora una volta – l’Europa si sta autoescludendo.
