Trump e Zelensky, summit USA-Ucraina alla Casa Bianca (ANSA-EPA 2025)
Il rapporto sui rischi geopolitici per quest’anno elaborato da Eurasia Group delinea un sistema internazionale attraversato da tensioni profonde e difficilmente ricomponibili. Al centro dell’analisi vi è la trasformazione degli equilibri di potere nelle principali aree del mondo, a partire dagli Stati Uniti, indicati come uno dei principali fattori di instabilità. La presidenza Trump viene descritta come promotrice di una ristrutturazione radicale del potere interno, volta a ridurre il ruolo degli apparati di controllo in nome di una presunta rigenerazione democratica. Un processo sostenuto da una parte consistente dell’elettorato, ma dai contorni ancora incerti, soprattutto alla luce delle reazioni e delle contromisure di attori esterni come Cina, Russia e Iran.
L’Europa sembra come l’anello più fragile di questo equilibrio precario: il progressivo disimpegno statunitense, la guerra in Ucraina ancora in corso, le pressioni russe e una crisi economico-industriale persistente contribuiscono a un suo indebolimento strutturale. Secondo Eurasia, le istituzioni europee rischiano ulteriori svuotamenti politici, aggravati dall’ascesa di movimenti populisti che mettono in discussione la tenuta dei sistemi democratici. Il dossier segnala anche il pericolo di un’escalation tra Russia e Nato: uno scontro già presente sul piano ibrido che, in assenza di svolte diplomatiche, potrebbe estendersi fino a coinvolgere direttamente il territorio europeo.
