Alessandro Impagnatiello alla lettura della sentenza del processo per l'omicidio Giulia Tramontano (Foto 2024 ANSA/MATTEO CORNER)
Il femminicidio di Giulia Tramontano torna al centro dell’attenzione con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha disposto un nuovo processo d’appello per valutare l’aggravante della premeditazione nei confronti di Alessandro Impagnatiello, già condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna, incinta del figlio Thiago.
La decisione della Suprema Corte non mette in discussione la responsabilità dell’imputato, ma apre un nuovo passaggio sul piano giuridico: bisogna stabilire se il delitto sia stato pianificato in anticipo. Il riconoscimento della premeditazione rafforzerebbe, infatti, il quadro accusatorio e il peso della condanna.
L’omicidio, avvenuto tre anni fa a Senago, aveva scosso profondamente l’opinione pubblica per la sua brutalità e per la presenza di una seconda vittima, il bambino non ancora nato, ma con il nuovo giudizio, la vicenda torna d’attualità , anche se ora l’attenzione si concentra ora sulla ricostruzione della dinamica e delle intenzioni dell’imputato nei giorni precedenti al delitto.
