Ospedale (Foto: Pixabay)
Sta facendo decisamente discutere la decisione delle CEDU, la corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, di “appoggiare” la Francia in merito ad un controverso caso riguardante le cure di un paziente in fin di vita. Come vi avevamo riportato ieri su IlSussidiario.net un uomo aveva scritto nel proprio biotestamento che avrebbe voluto ricevere trattamenti anche se in fin di vita, ma nei fatti ciò non è accaduto.
I parenti dello stesso paziente hanno fatto quindi ricorso contro il governo francese, che aveva deciso di appellarsi ad una legge secondo cui – in estrema sintesi – i trattamenti si possono interrompere, indipendentemente dal testamento, se sono di fatto inutili. Il paziente in questione era giunto in ospedale in condizioni disperate, senza attività cerebrale e con altre gravissime lesioni, di conseguenza i camici bianchi optarono per la cessazione dei trattamenti – convinti che qualsiasi intervento sarebbe stato inutile – lasciando di fatto morire lo stesso paziente. I famigliari della vittima hanno quindi fatto causa al sistema, ma la CEDU ha accolto la decisione dei medici francesi. Il biotestamento sembrerebbe quindi valere solo in un senso, quando il paziente chiede di non accanirsi terapeuticamente? Da questa decisione appare proprio così.
