Sfollati palestinesi a Gaza (Ansa)
Custode della Terra Santa per la fede cattolica, padre Ibrahim Faltas – in queste ore intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net – conosce benissimo le condizioni in cui si vive a Gaza e in Cisgiordania, dimenticate (o ignorate) dalla comunità internazionale che si è accontentata di una finta tregua del tutto inesistente: una situazione gravissima con la violenza che “non si è fermata” a danno delle persone che a Gaza vivono in condizioni potenzialmente ancora “peggiori”, costrette a sopportare al freddo “il terzo inverno” consecutivo dal 2023.
A Gaza, infatti, padre Faltas spiega che i “beni di prima necessità e i farmaci” continuano a entrare a rilento e i permessi di uscita promessi da Israele sono stato limitati pochissimi – per non dire nulli – casi, con prospettive a lungo termine che non sono certamente positive: a suo avviso, infatti, iniziative come il Board of Peace non potranno cambiare veramente la situazione sul campo senza il supporto di “organizzazioni internazionali super partes” che possano garantire un vero percorso di “pace”; mentre la comunità internazionale “tace” e ignora il problema.
Ma le difficoltà – continua padre Faltas – non sono limitate a Gaza perché anche in Cisgiordania si vivono “giorni terribili e difficili”: nel territorio, infatti, i palestinesi sono fortemente limitati anche nella semplice possibilità di “raggiungere posti di lavoro, terreni da coltivare, ospedali e luoghi di cura” in una vera e propria “prigione e cielo aperto“; con l’ulteriore complessità del progetto di Tel Aviv di “acquisire per legge” alcuni “terreni appartenenti da generazioni alle (..) famiglie palestinesi”.
