Xi Jinping, Presidente della Cina (Ansa)
Sembra essere una vera e propria crisi commerciale quella tra Cina e Giappone, innescata appena dopo l’elezione della premier nipponica Takaichi a causa – almeno, ufficialmente – delle sue dichiarazioni su Taiwan, ma che in realtà affonda le sue radici ben prima che la premier arrivasse al potere: un dossier delicato e sul quale ha riflettuto il giornalista freelance Lorenzo Lamperti sulle pagine de ilSussidiario.net, spiegando i reali retroscena della crisi asiatica e le prossime mosse della Cina.
Secondo Lamperti, infatti, era chiaro da tempo che la Cina stesse solamente aspettando “il primo passo falso di Takaichi” per muovere una guerra commerciale nei confronti del paese nipponico, ma se in un primo momento si aspettava di avere a che fare con una premier con pochi consensi, le elezioni “stravinte” da Takaichi hanno cambiato completamente le carte in tavola per Pechino, aprendo a nuovi scenari in cui – a suo avviso – Pechino potrebbe “usare Trump per cercare di migliorare (..) i rapporti”.
Lamperti, infatti, ritiene che per la Cina i dazi siano stati un ottimo punto per trovare nuovi alleati nella regione, riscuotendo già qualche successo “in Corea del Sud, Vietnam e Cambogia” e lo stesso copione potrebbe ripetersi anche con il Giappone, con l’intento di “non far deragliare completamente i rapporti” con l’isola nipponica; ma resta il fatto che tutto dipenderà in larghissima parte dalla tenuta effettiva della tregua commerciale tra i cinesi e gli Stati Uniti.
