Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (Ansa)
Dopo la sconfitta al referendum, la premier Giorgia Meloni si trova davanti a un bivio secondo Anselmo Del Duca: rilanciare l’azione di governo o puntare su elezioni anticipate. Nell’analisi su IlSussidiario.net, descrive una fase di studio nella maggioranza, tra timori di logoramento e tentazioni di “sparigliare” tornando alle urne. Da un lato, prende forma l’ipotesi di un rimpasto “chirurgico”, con interventi limitati per evitare una crisi formale: alcune sostituzioni nei ministeri e nei sottosegretariati, a partire dal Turismo, e possibili spostamenti interni, per dare un segnale di discontinuità senza compromettere la stabilità dell’esecutivo.
Dall’altro lato, resta sul tavolo la possibilità di elezioni anticipate, magari già nei prossimi mesi, per sfruttare le difficoltà delle opposizioni e ridefinire gli equilibri politici, ma non mancherebbero gli ostacoli, tra conflitti e crisi, l’assenza di una nuova legge elettorale e soprattutto il ruolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che difficilmente concederebbe uno scioglimento immediato delle Camere.
Un ulteriore elemento riguarda il consenso: al governo si controllare l’agenda politica, invece affrontare il voto comporterebbe rischi, tenendo anche conto di misure economiche impopolari nei prossimi mesi. Alla luce di tutto ciò, il fattore decisivo è il tempo: Meloni è chiamata a decidere per evitare una fase di stallo che indebolirebbe l’intera coalizione.
