Grecia: il premier Mitsotakis (Ansa)
È scoppiato qualche giorno fa in Grecia un vero e proprio scandalo che aveva tutte le carte in regola per causare una profonda crisi nell’esecutivo guidato dal premier Kyriakos Mitsotakis, ma che è stato affrontato da quest’ultimo a testa alta, prendendo immediatamente una serie di decisioni che (forse) sono riuscite a trasmettere alla popolazione quel senso di fiducia che lo scandalo avrebbe potuto minare.
Partendo dal principio, infatti, sembra che da un’indagine avviata dalla Procura europea (ovvero la cosiddetta EPPO), alcuni Ministri e Ministeri in Grecia avrebbero creato un vero e proprio sistema truffaldino per incassare illecitamente i fondi della PAC – ovvero la Politica agricola comune – europea: ovvie e immediate le richieste di dimissioni da parte dell’opposizione di centrosinistra guidata da Alexis Tsipras, ma il premier ha scelto di seguire una via differente.
Per prendere le distanze dall’accaduto, infatti, il premier della Grecia ha immediatamente sollevato dai loro incarichi formali 14 differenti ministri, partendo – com’è facile immaginare – dal titolare del dicastero dell’Agricoltura, sostituto dall’ex vice della Commissione UE Margaritis Schinas; mentre in queste ora ha anche annunciato una profonda rivoluzione del sistema politico greco che partirà dall’impossibilità di svolgere contemporaneamente ruoli da ministri e parlamentari.
