La situazione in Iran (Foto: Ansa)
Lo storico ed economista Giulio Sapelli sostiene che la prospettiva di un attacco all’Iran è uno degli scenari più pericolosi per la stabilità internazionale, con conseguenze simili a quelle della guerra in Iraq. Lanciare un’azione militare contro Teheran per contenere il suo programma atomico o per arginare la sua influenza regionale rischierebbe di scatenare un conflitto che avrebbe conseguenze drammatiche non solo per tutto il Medio Oriente, ma anche per l’equilibrio di tutto il mondo.
Per la sua capacità militare, l’esperienza nel teatro regionale e i suoi interesse, aolo Israele ha le motivazioni per fermare o contrastare un’escalation incontrollata, per cui è per Sapelli il miglior “deterrente” o mediatore tra le ambizioni statunitensi e le reali capacità operative. La superiorità delle forze israeliane e i suoi legami con servizi di intelligence avanzati rendono lo Stato ebraico l’attore più adatto a evitare un “incendio” che divamperebbe con il coinvolgimento diretto Usa.
Una guerra potrebbe causare instabilità mondiale anche a livello energetico, oltre a un effetto domino a livello di alleanze, e un possibile coinvolgimento di altri teatri di tensione, a partire dal Mar Cinese Meridionale o il conflitto ucraino. Per Sapelli si rischia di fare la fine irachena, con effetti a livello regionale e poi internazionale.
