Trump all'inaugurazione del Board of Peace (Ansa)
Intervenuto un’altra volta sulle pagine de ilSussidiario.net, l’analista egiziano esperto di geopolitica Sherif El Sebaie ha commentato le recenti indiscrezioni lanciate da Trump sull’esistenza di una trattativa in corso con l’Iran che avrebbe prodotto – addirittura – un piano in 15 punti che otterrà (sempre secondo il tycoon) anche l’approvazione di Israele: una notizia, però, che secondo l’analista è difficile da credere, dato che la strategia di Trump è sempre stata quella di “dire tutto e il contrario di tutto”.
El Sebaie, infatti, ricorda che ad ora solamente Trump avrebbe citato il fantomatico negoziato con l’Iran, fermo restando – nel caso in cui si voglia credere che “non se l’è inventato” – che anche Teheran potrebbe star usando una strategia, evitando di confermare la trattativa per “non fare la figura del Paese che negozia”: certo è, comunque, che il tycoon ha sempre mostrato una certa “ambiguità” nei suoi comportamenti esteri, partendo proprio dal fatto che promise di “non coinvolgere gli USA in guerra” e che ora si trova “da quasi un mese” in un conflitto aperto.
Secondo El Sebaie, peraltro, nelle parole di Trump sul presunto negoziato con l’Iran non va neppure sottovalutata la sua consapevolezza che ogni discorso “fa salire o scendere i mercati”, magari anche solo per procurare “qualche vantaggio per una cerchia a lui vicina”; mentre secondo l’analista resta – per i negoziati – il sostanziale problema che “israeliani e americani non sanno con chi parlare” dato che “hanno fatto fuori il primo, il secondo e il terzo livello di interlocutori del regime”.
