Aeroporto (Foto: Pixabay)
Fra i tanti danni indiretti che la guerra in Medio Oriente sta causando, vi è senza dubbio anche quello sul turismo italiano. Come vi segnalavamo ieri su IlSussidiario.net nel corso di queste ultime settimane sono stati moltissimi i nostri connazionali che hanno cancellato viaggi e vacanze in programma nei Paesi del golfo, come ad esempio Dubai e Abu Dhabi su tutti, e si parla di ben 6 milioni di disdette a livello mondiale.
Anche l’Italia, dicevamo, sta risentendo di questa crisi, con ben 204 voli su 273 cancellati dalle tre compagnie che operano nei nostro aeroporti, leggasi Etiha, Qatar ed Emirates. Nel contempo la guerra in Iran ha avuto un effetto anche sui voli provenienti dagli Stati Uniti che non sono stati cancellati ma che risultano essere semivuoti a causa probabilmente del timore egli americani di volare in un continente troppo vicino agli iraniani. In generale il turismo nel Medioriente è stato di fatto cancellato in questo periodo e gli effetti sono disastrosi su tutta la regione.
Ma queste problematiche rischiano di estendersi anche all’Italia, una delle mete preferite dagli stranieri, così come da allarme lanciato dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. A riguardo si registrano già disdette e mancate prenotazioni nelle città d’arte, forse per via del timore di attentati, anche perchè Teheran ha minacciato di voler colpire i luoghi turistici di americani e israeliani. Assoviaggi Confesercenti, ipotizza una perdita di circa 3.500 prenotazioni fra pacchetti e servizi, quindi un mancato guadagno di 6,4 milioni di euro. In ogni caso nessuna paura, perchè il turismo italiano di prossimità sta reggendo: vedremo cosa succederà nelle prossime settimane.
