Stretto di Hormuz (Foto: Ansa)
E’ una mobilitazione navale senza precedenti quella messa in atto dalla Francia. Come vi scrivevamo ieri su IlSussidiario.net citando il tabloid britannico Telegraph Emmanuel Macron ha deciso di “scendere in campo” dopo che l’Iran ha bloccato lo stretto di Hormuz, snodo cruciale da cui passano miliardi di dollari di merce ogni giorno, a cominciare dal petrolio.
Ciò ha causato ovviamente delle turbolenze sul mercato, sballando i prezzi di tutti i prodotti energetici, di conseguenza l’Eliseo ha deciso di attivare un dispositivo che comprende la punta di diamante della marina transalpina, la portaerei Charles de Gaulle, più altre 20 navi militari, quindi sottomarini, fregate, navi anfibio e altri “natanti” di stanza in quel del Medio Oriente. Macron parla di missione difensiva, con il solo scopo di difendere le imbarcazioni degli alleati, garantendo la navigazione nello stretto di Hormuz, ma è un’iniziativa che può avere una importanza strategica non da poco e che dimostra la potenza di fuoco a livello europeo della Francia, la prima nazione per importanza militare se si esclude la Gran Bretagna.
Secondo gli addetti ai lavori non è da escludere che dietro questa mobilitazione navale vi sia anche una mossa politica di Macron, che starebbe preparando il terreno in vista delle prossime elezioni, causa una popolarità in quel di Parigi in picchiata.
