Il punto sulla guerra in Ucraina (Foto: Tg5)
Il generale Marco Bertolini riconosce che i negoziati in corso ad Abu Dhabi tra Usa, Russia e Ucraina siano il primo incontro politico-strategico diretto a questo livello da quando è in corso la guerra. Alle trattative però non partecipano gli alleati europei, praticamente assenti al tavolo, a conferma della marginalizzazione dell’Ue nel processo decisionale. Secondo Bertolini, sia Mosca sia Kiev usano i negoziati come strumento per fiaccare la controparte, mentre sul campo le distanze restano enormi, soprattutto sul futuro dei territori contesi, e non ci sono vie d’uscita rapide o facili.
Per Bertolini la situazione ucraina è critica tra difficoltà tattiche, infrastrutture energetiche devastate e crisi interna che investe anche i vertici politici di Kiev. Sul piano della sicurezza, l’alleanza con la NATO è di fatto vaga e non unanime, e le “garanzie di sicurezza” richieste dall’Ucraina non hanno ancora chiari fornitori o costi. L’Europa, osserva il generale, è fuori dal processo negoziale, frutto di decisioni politiche trascorse e di un atteggiamento di rifiuto verso l’idea stessa di trattare con Mosca, e oggi paga questa esclusione con una posizione meno influente nei futuri sviluppi.
Pur essendo convinto che tra Russia ed Europa sia improbabile uno scontro diretto, Bertolini ritiene che non si possano escludere del tutto azioni mirate o pressioni per mandare messaggi politici.
