Polizia nel Regno Unito (Ansa)
Sembra essere la trama del famoso racconto (poi trasposto anche al cinema nel 2002) “The Minority Report”, ma in realtà è un vero e proprio rischio per lo Stato di Diritto l’ipotesi che circola in queste ore nel Regno Unito di usare l’IA per prevenire i crimini ancora prima che vengano compiuti o – addirittura – ideati: un allarme lanciato in queste ore dal giurista Lorenzo d’Avack sulle pagine del quotidiano il Dubbio, immaginando un futuro in cui l’IA diventerà un vero e proprio moltiplicatore di disuguaglianza.
Secondo il giurista, infatti, che l’uso dell’IA per prevenire i crimini aprirebbe al rischio che una semplice valutazione dei rischi associati a un individuo finirebbe per creare distorsioni in cui la società lo vede come un potenziale criminale, spingendolo verso una sorta di delinquenza forzata; così come appare ovvio il rischio che l’algoritmo finisca per etichettare come potenziali criminali persone dalla bassa caratura sociale, trasformando la prevenzione in ghettizzazione.
Non solo, perché un altro rischio dell’IA predittiva secondo d’Avack è legato anche alle responsabilità per gli errori che potrebbe – verrebbe da dire, inevitabilmente – commettere; così come non manca neppure un riferimento al rischio che diventi un vero e proprio strumento di controllo politico, sul modello attuale della Cina che ha fatto della sorveglianza un modo per limitare il dissenso dei cittadini.
