Iran: Ali Khamenei con il figlio Mojtaba (Ansa)
La guerra in Iran sembra infiammare sempre di più gli animi europei, con i 27 che dopo un iniziale momento di unità dimostrato con il “no” comune all’intervento militare per sbloccare lo Stretto di Hormuz, sembrano tornare a procede in modo sparso tra contatti con Washington che si contrappongono a dure critiche contro Trump e a iniziative diplomatiche con lo stesso regione di Teheran, tutto con l’obiettivo di evitare il lento scivolare verso la crisi mondiale.
Proprio in queste ore, infatti, mentre Merz ringraziava pubblicamente Trump per il tentativo di evitare l’escalation in Iran legata agli attacchi israeliani contro gli impianti di lavorazione del petrolio (salvo poi, da parte del tycoon, minacciare la distruzione completa degli stessi impianti), l’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha attaccato il presidente statunitense, notando in un intervento pubblico che “non esiste una base di diritto internazionale” per giustificare quanto sta accadendo in Medio Oriente.
Non solo, perché la stessa Kallas – impegnata negli ultimi giorni nel Consiglio europeo indetto d’emergenza per trovare una soluzione alla crisi energetica – avrebbe anche preso contatti diretti con l’Iran e, in particolare, con il Ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi: nella conversazione telefonica sembra che sia parlato dell’esigenza di sbloccare Hormuz, con Kallas che avrebbe anche criticato la rappresaglia di Teheran contro gli obiettivi petroliferi del Golfo.
