Pasdaran in Iran con l’ayatollah Khamenei: le Guardie della Rivoluzione (ANSA-EPA 2025)
Niccolò Magnani sulle colonne de IlSussidiario.net fa il punto della situazione sulle trattative tra Iran e Usa, partendo da Teheran che sta preparando una proposta per evitare un possibile attacco americano e al tempo stesso affronta crescenti tensioni interne con cortei anti-regime. Per quanto riguarda il dossier nucleare, osserva che la Casa Bianca ha intensificato la presenza di forze in Medio Oriente minacciando un intervento in caso di mancata intesa per limitare il programma atomico iraniano.
L’Iran starebbe valutando di presentare una proposta che ruota attorno alla diluizione dell’uranio arricchito al 60%, portandolo a livelli inferiori sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), pur rifiutando di trasferire il materiale all’estero o di sospendere del tutto l’arricchimento.
Questa mossa potrebbe scongiurare l’intervento statunitense e consentire all’Iran di mantenere il suo programma civile, almeno questi sono i loro auspici, ma nel frattempo proseguono le proteste interne con cortei anti-regime che riflettono la crescente insoddisfazione sociale e politica nei confronti del regime, alimentando il clima di insicurezza. Ci sono spiragli per colloqui supplementari in caso di proposta formale da parte dell’Iran, ma resta alto e concreto il rischio di una crisi militare se l’accordo non venisse raggiunto entro fine febbraio.
