Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, al vertice UE-Unione Africana (ANSA 2025, Filippo Attili)
La premier Giorgia Meloni ha espresso forte preoccupazione per lo scoppio della guerra in Iran, sostenendo che la crisi in Medio Oriente è in parte “figlia” del conflitto ucraino e del progressivo indebolimento del diritto internazionale dopo l’aggressione russa. Nell’intervista al Tg5, la premier ha spiegato che l’Italia e i partner europei sono stati informati degli attacchi solo quando gli aerei erano già in volo e che se il conflitto proseguisse, le conseguenze economiche e sulla sicurezza mondiale sarebbero gravi.
Inoltre, Meloni ha condannato gli attacchi ingiustificati dell’Iran contro i Paesi del Golfo, avvertendo che la situazione non può migliorare se Teheran non li ferma. Ma ha anche ribadito che l’Italia non può permettersi che l’Iran abbia missili a lungo raggio con potenziale armamento atomico, perché sarebbe un rischio anche per la sicurezza europea. In merito alla genesi della crisi, ha collegato la recente escalation mediorientale al conflitto ucraino e a un modello di relazioni internazionali segnato da attacchi unilaterali.
