La guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei (Ansa)
Sherif El Sebaie analizza la grave crisi in Iran, dove da settimane si susseguono proteste e manifestazioni contro il regime teocratico degli ayatollah a causa dell’insoddisfazione per l’economia, la repressione e le ingerenze esterne: nell’intervista a IlSussidiario.net spiega che si tratta di una mobilitazione senza precedenti e che gli ayatollah ora sono indeboliti, mentre crescono i morti tra i manifestanti e il malcontento in tutto il paese. In questo quadro, si ineriscono attori esterni come Israele e gli Stati Uniti che fanno pressione per un possibile cambio di regime.
Secondo El Sebaie, Israele potrebbe approfittare della situazione per spingere verso una frammentazione dell’Iran, mirando a indebolire il paese come potenza regionale e a favorire interessi strategici nella regione, ma il crollo del regime teocratico non garantirebbe automaticamente una transizione democratica, potrebbe portare a una dittatura laica o a divisioni etniche interne, con il rischio di frammentazione del territorio.
