Trump e Netanyahu (Foto: Ansa)
Donald Trump ha difeso l’attacco all’Iran, sostenendo che gli iraniani – definiti “quei pazzi” e “malati di mente” – avrebbero attaccato per primi se loro non fosse intervenuto con Israele, e che l’azione ha sventato una possibile guerra nucleare. Nel corso di un incontro alla Casa Bianca con il cancelliere tedesco, il presidente statunitense ha ribadito che l’operazione militare è solo all’inizio e respinto le accuse secondo cui Israele avrebbe forzato la mano, in realtà lo avrebbe fatto lui.
A far discutere le critiche a Spagna e Regno Unito per la loro reazione: Trump ha definito la Spagna un “alleato terribile” per aver rifiutato di concedere basi per i raid contro l’Iran e ha ordinato di bloccare gli accordi commerciali con Madrid. Per quanto riguarda il primo ministro britannico Keir Starmer, ha affermato che “non è Winston Churchill” e si è lamentato dei ritardi nell’uso di basi nel Regno Unito per le operazioni.
In merito all’operazione in corso, ha assicurato che l’Iran ha subito gravi danni alle sue capacità militari, con difese aeree, radar e missili colpiti dall’offensiva, e minimizzato l’impatto economico, prevedendo che i prezzi del petrolio salgano solo per un periodo per poi calare. Infine, pur ammettendo l’incertezza su chi potrebbe guidare l’Iran dopo la caduta del regime, si è detto disposto a collaborare con la nuova leadership auspicando che emerga dall’interno.
