Il ministro Crosetto (Foto: Ansa)
La guerra in Iran accende anche l’allarme sicurezza in Italia, con la crescente preoccupazione legata al terrorismo testimoniata dalle parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui al momento attacchi diretti contro il territorio italiano non sono considerati probabili, ma il rischio principale riguarda forme indirette di terrorismo. Il ministro ha richiamato l’attenzione sulle cosiddette “cellule dormienti” iraniane, reti di individui presenti da anni in diversi Paesi e potenzialmente attivabili per compiere attentati: secondo le sue stime, sarebbero “centinaia nel mondo” e composte da persone apparentemente integrate nella società, ma pronte ad agire su ordine.
Il rischio, quindi, non è tanto quello di un attacco militare diretto, quanto di azioni terroristiche diffuse e difficili da prevenire. Queste reti, ha spiegato il ministro, esistono da anni e rappresentano una minaccia soprattutto per i Paesi che non partecipano direttamente al conflitto ma che restano esposti alle sue conseguenze. Per l’Italia, dunque, la priorità diventa rafforzare i sistemi di prevenzione e intelligence, monitorando possibili infiltrazioni e minacce ibride, ma l’allerta terrorismo si aggiunge alla crisi energetica scoppiata per l’escalation in Medio Oriente.
