Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino il 15 dicembre 2025 (Ansa)
L’economista e storico Giulio Sapelli mette in guardia da risultati contraddittori dell’asse politico tra Italia e Germania e le ricadute che questo può avere sull’Unione Europea e sul suo rapporto con gli Usa. Il vertice avrebbe dovuto essere un’occasione per avanzare insieme verso politiche energetiche e industriali condivise, invece ha messo in evidenza profonde divergenze tra Roma e Berlino: l’Italia sarebbe favorevole alla mutualizzazione del debito per finanziare investimenti strategici, la Germania continua a mantenere un orientamento restrittivo su deficit e debito, anche modificando la propria costituzione senza però voler estendere lo stesso rigore ad altri Stati membri.
Questa incompatibilità, spiega Sapelli, mina la possibilità di una cooperazione efficace nell’Ue e crea un quadro di confusione politica. Il risultato, per l’esperto, è una frammentazione delle volontà nazionali e una debolezza strategica che rischia di favorire gli interessi statunitensi, soprattutto in un periodo in cui le relazioni euro-atlantiche sono già messe sotto pressione da divergenze su commercio, sicurezza e guerra in Ucraina.
Anche se il vertice ha esaminato le proposte avanzate da Mario Draghi ed Enrico Letta sulle sfide europee e la competitività, queste proposte rischiano di restare inefficaci senza un vero coordinamento europeo. Sapelli sostiene che la situazione attuale – con posizioni divergenti tra i principali Paesi dell’Ue e una deficienza culturale e strategica nella costruzione di visioni comuni – lascia il Vecchio Continente vulnerabile sul piano geopolitico ed economico
