Kurt Cobain
Secondo una nuova teoria recentemente avanzata da alcuni ricercatori indipendenti citati dal tabloid britannico DailyMail, l’ex frontman dei Nirvana Kurt Cobain non si sarebbe suicidato ma sarebbe stato ucciso da qualcuno (non è chiaro chi, né per quale ragione) che ha poi modificato la scena del crimine per avvalorare la teorie attualmente ritenuta ufficiale: una tesi – quella dell’omicidio di Kurt Cobain – che non è affatto nuova e che periodicamente rispunta, senza che venga mai veramente confermata dalle fonti inquirenti ufficiali.
Stando alla tesi attualmente ritenuta ufficiale, Kurt Cobain morì nell’aprile del 1994 all’interno della sua abitazione a Seattle, al culmine di un periodo psicologico difficile fatto – tra le altre cose – di abuso di sostanza stupefacenti: proprio in preda a un delirio indotto dall’eroina, l’allora popolarissimo frontman dei Nirvana scrisse un bigliettino di addio, imbracciò il suo fucile e si sparò un colpo alla testa.
Secondo i ricercatori Brian Burnett e Michelle Wilkins, però, la realtà sarebbe diversa: analizzando i risultati dell’autopsia su Kurt Cobain, infatti, i due avrebbero notato segni evidenti di necrosi al cervello e al fegato, segnale (è bene chiarirlo: ipoteticamente) che fu strangolato – o comunque privato in qualche altro modo dell’ossigeno -, con i presunti killer che avrebbero poi inscenato il suicidio con il colpo di fucile alla tesa.
