Andy Burnham
In una mossa destinata a far discutere, il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato pubblicamente durante il podcast “The Rest Is Politics” che la Russia interferì nel referendum sulla Brexit del 2016, con la prima ammissione ufficiale di questo tipo da parte di un leader del Regno Unito: a confermarlo – ha spiegato il premier – sarebbero stati i suoi consiglieri dopo l’insediamento a Downing Street, sottolineando l’importanza di mettere la vicenda agli atti per mettere in guardia gli alleati europei dai rischi della disinformazione russa.
La presa di posizione di Burnham ha immediatamente innescato un duro scontro politico interno, con i Conservatori che lo hanno accusato di tenere un atteggiamento “pericoloso e divisivo”: l’opposizione e le forze populiste, infatti, gli contestano soprattutto l’assenza di prove pubbliche dettagliate sulla portata e sull’impatto effettivo di tali interferenze, ricordando che anche il rapporto parlamentare del 2020 aveva evidenziato la difficoltà nell’accertare un’influenza diretta sul risultato del voto.
Nel corso dell’intervista, Burnham ha inoltre collegato la minaccia di Mosca alla crescita dell’estrema destra in Germania, riportando timori condivisi con il cancelliere Friedrich Merz sui presunti legami tra la Russia e il partito AfD: dichiarazioni che – secondo alcuni osservatori – sono anche funzionali a un riavvicinamento strategico con l’Unione Europea; fermo restando che il percorso della Brexit non può essere più annullato.
