Oro (Pexels)
È stata confermata in queste ore la vendita completa della riserva aurea che la Francia da decenni deteneva negli USA, precisamente nei caveau della banca centrale statunitense che si trovano a New York: una scelta che segue una strategia da decenni in atto, ma che qualcuno ha interpretato come una risposta parigina alle tensioni geopolitiche innescate da Donald Trump, tanto che il governatore della banca francese è stato costretto a intervenire per spiegare cosa stia veramente succedendo.
Facendo un passo indietro, è utile ricordare che fino a poco fa, la Francia conservava negli USA circa il 5% della sua riserva aurea complessiva: già negli anni ’60, infatti, l’allora presidente De Gaulle diede l’ordine di ritirare progressivamente tutto l’oro parigino detenuto nelle banche estere, con un’operazione che è durata parecchio tempo e che si è conclusa solamente sul finire del mese di gennaio.
Nonostante l’ovvio collegamento che si potrebbe fare tra la scelta parigina e le tensioni trumpiane, il governatore della Banca di Francia François Villeroy de Galhau ha recentemente spiegato che la scelta di vendere la riserva aurea newyorchese sarebbe stata puramente tecnica: si tratta – ha detto – di lingotti vecchi, non conformi agli standard di purezza attuali, con la vendita che ha rappresentato una semplice sostituzione; tanto che le medesime quantità sono state riacquistate e trasferite nei caveau parigini.
