Il cancelliere Merz in Germania (Ansa)
Dopo solamente tre anni dalla sua introduzione, la Germania intende fare un passo indietro sul suo Reddito di Cittadinanza, attualmente offerto ai disoccupati che faticano a trovare lavoro e che dal prossimo luglio sarà sostituito con un nuovo sussidio pressoché identico, ma con paletti legislativi molto più stringenti che potrebbero comportare una più semplice interruzione per tutti coloro che non sono veramente disposti ad accettare un’offerta lavorativa.
Attualmente il Reddito di Cittadinanza in Germania ha valori compresi tra i 500 e i 1.200 euro e presuppone l’obbligo per il beneficiario di cercare attivamente lavoro e partecipare a corsi di formazione offerti dai centri per l’impiego: complessivamente, al governo federale costa circa 74 miliardi di euro all’anno e, tra i beneficiari, solamente un misero 5% risulta inattivo nella ricerca di un lavoro stabile.
L’idea del cancelliere Merz è quella di rivedere parzialmente gli obblighi legati al Reddito di Cittadinanza, prevedendo una decurtazione dell’assegno mensile nel caso in cui il beneficiario rifiuti anche solo un’offerta di lavoro e la totale interruzione nel caso non si presenti a tre differenti appuntamenti fissati dai centri per l’impiego: secondo alcune stime, però, il risparmio per le casse pubbliche sarebbe appena pari allo 0,2% degli attuali costi.
