Coppia di anziani (Foto: Ansa)
La longevità cambia profondamente la struttura della società, andando ad incidere sulla stessa in molti modi, anche ovviamente a livello economico. Come vi segnalavamo ieri su IlSussidiario.net, il funzionamento del sistema sociale viene profondamente modificato dalla longevità. Stando a quanto riferito dall’Oms, entro il 2050 il numero di centenari sarà il quadruplo di quello attuale, di conseguenza aumenteranno le spese sanitarie e di assistenza ma anche le pensioni.
Nel contempo sta lentamente cambiando il rapporto fra lavoratori e pensionati, quasi pari all’1 a 1, di conseguenza i contributi saranno in qualche modo “sotto stress”, vista la mole di pensionati da sostenere. Dicevamo della sanità, con l’aumento delle malattie croniche e le lunghe cure. A livello di assistenza, si tratta di un aumento dei caregiver informali, oltre a tutto ciò che comporta ad una famiglia assistere una persona anziana.
Cambieranno anche le case, che devono adattarsi ovviamente all’età delle persone, con meno barriere possibili, e infine, cambia il mondo del lavoro, con carriere più lunghe e una maggiore necessità di corsi di formazione e aggiornamento. La longevità è quindi oggi una variabile macroeconomica che deve essere strettamente presa in considerazione per rendere il sistema sostenibile e l’obiettivo è quella di trasformarla da “rischio” a motore dello sviluppo economico grazie ad un raccordo fra finanzia e innovazione.
