Il viaggio dei Magi viene restituito nella sua dimensione umana da Emanuele Exitu, autore del libro “La profezia della luce” (Bompiani), presentato il 16 gennaio a Villa Casati Stampa, a Cinisiello Balsamo, nell’evento promosso dal Centro Culturale Cara Beltà e documentato da IlSussidiario.tv. La presentazione è stata in realtà un dialogo tra Exitu e la moderatrice e lettrice Paola, alternando commenti critici, letture sceniche e riflessioni narrative. I Magi sono uomini reali, attraversati da desideri, ferite e attese, capaci di parlare al presente. Exitu spiega la genesi del libro come frutto di ricerca storica e rilettura dei pochi versetti di Matteo, scegliendo di costruire una trama “di genere”, un vero romanzo natalizio, ma sorretto da rigore e poesia.
Ci sono riferimenti storicamente plausibili: l’astronomia babilonese, la congiunzione astrale del 7 a.C., il contesto politico di Erode. Il percorso si articola in quattro tappe simboliche (segno e cuore, potere e mondo, attesa nel buio, grande luce), che consentono di mettere a fuoco i temi centrali, dallo sguardo come conoscenza al desiderio che muove il cammino umano, passando per l’ambiguità del potere e la “santa disperazione” di chi continua a cercare anche quando la realtà sembra negare ogni promessa.
Ma l’arrivo alla grotta non chiude il viaggio: lo riapre. E la pace dell’incontro con il bambino non immobilizza, ma rimette in cammino. Particolare rilievo assumono Baltasar, trasformato nello sguardo, e la strage degli innocenti, affrontata senza edulcorazioni: il divino entra nella storia concreta, anche nella sua violenza. Il romanzo, così, diventa un invito contemporaneo a riconoscere una “casa inattesa” e uno sguardo capace di redenzione senza negare il reale.
