Svizzera (Foto: Pixabay)
Promossa dal partito di centrodestra in Svizzera Unione Democratica, l’iniziativa popolare di raccolta firme per arrivare a un vero e proprio referendum che limiti il numero di cittadini è stata un vero e proprio successo con le 100mila firme necessarie per sottoporla all’attenzione del governo raggiunte in poche ore: un’iniziativa – com’è facile immaginare – che servirà soprattutto a limitare il fenomeno dei migranti in forte crescita anche nella piccola Svizzera; ma che – ovviamente – è stata accolta in modo piuttosto negativo dall’opposizione nel governo e da una buona fetta delle imprese.
Dopo la raccolta firme – è utile partire da qui – il governo della Svizzera ha quasi subito dato il via libera ufficiale all’organizzazione del referendum, con l’ipotesi che potrebbe tenersi già entro l’inizio dell’estate: l’idea – appunto – sarebbe quella di fissare a 10 milioni il numero effettivo di residenti (attualmente pari a 9,1 milioni); rispondendo alle crescenti richieste popolari di una maggiore sicurezza sociale e di servizi più efficienti.
Restano, però, alcune evidenti criticità all’ipotesi di limitare politicamente il numero di residenti in Svizzera: non è, per esempio, chiaro come questa norma opererà dal punto di vista delle nuove nascite, né cosa succederà concretamente in caso di sforamento di quel tetto imposto; mentre secondo il mondo industriale svizzero, il rischio principale è quello di aggravare la crisi della manodopera qualificata, scoraggiando – di fatto – i lavoratori a trasferirsi sul suolo elvetico.
