Urusula von der Leyen con gli industriali ad Alden Biesen (Foto: ANSA-EPA/OLIVIER HOSLET)
Intervenuta durante un incontro con gli industriale precedente al vertice europeo informale ad Alden Biesen, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha tracciato il percorso che intende seguire per guidare il rilancio dell’Unione, condannata a un’ormai evidente irrilevanza dal punto di vista economico e geopolitico in un mondo che avanza rapidamente e sta lasciando indietro gli europei: un’agenda – quella di von der Leyen – che ambisce a mettere assieme le differenti richieste avanzate dai leader dei 27, tenendo innanzitutto conto dei limiti giuridici ed economici dell’UE.
Non a caso, dal punto di vista giuridico von der Leyen ha voluto porre l’accento sul desiderio di proseguire nel percorso di riforma e rilancio dell’Unione nell’attuale assetto a 27, dove il voto di ognuno conta tanto quanto quello di tutti gli altri; pur precisando che se fosse necessario – a fronte di ripetuti veti che si sono già verificati su alcuni dossier delicati da parte di alcuni paesi -, i regolamenti già varati permettono di procedere anche nell’assetto della “cooperazione rafforzata” tra un ristretto numero di paesi disposti a collaborare.
Non solo, perché secondo von der Leyen in futuro verrà anche il momento di iniziare a ragionare sul sistema degli appalti pubblici, cercando di privilegiare quelli a favore di aziende europee per arrivare a quel “Made in Europe” già lanciato da Macron nei giorni scorsi; mentre la presidente della Commissione ha anche detto di voler lavorare a un alleggerimento della burocrazia per imprese e cittadini e una riduzione della tassazione, pur precisando che entrambi questi aspetti sono largamente dipendenti anche dalle leggi nazionali dei 27 spesso in conflitto tra loro.
