Lavoro (Foto: Freepik)
I dati diffusi dall’Istat sul mercato del lavoro per quanto riguarda l’anno scorso mostrano segnali contrastanti e indicano la necessità di ripensare alcune politiche economiche e sociali, secondo Giampaolo Montaletti. Nella sua analisi su IlSussidiario.net, ha evidenziato come lo scorso anno si sia chiuso con una crescita moderata dell’occupazione e con segnali di rallentamento negli ultimi mesi che invitano alla cautela.
Gli occupati sono aumentati dello 0,8%, pari a circa 185mila persone, invece i disoccupati sono diminuiti del 5,3% e gli inattivi dello 0,5%; il tasso di occupazione si è stabilizzato al 62,4%, quello di disoccupazione è sceso al 5,5%, ma il quadro non è del tutto positivo, infatti cresce la quota dei disoccupati di lungo periodo, che supera il 51%, a conferma della difficoltà nel reinserimento lavorativo.
Un altro elemento critico riguarda i canali di ricerca del lavoro: la maggior parte delle persone continua a trovare occupazione con reti informali, come amici o parenti, usate da oltre il 75% dei disoccupati, invece i centri pubblici per l’impiego risultano meno coinvolti.
I dati evidenziano anche problemi strutturali dell’economia italiana, perché la crescita delle ore lavorate è stata superiore a quella del Pil, per cui sta calando la produttività , e il costo del lavoro è salito del 2,9%, invece le retribuzioni del 2,5%, con un incremento più forte dei contributi sociali.
Questi numeri per Montaletti indicano che le politiche del lavoro non possono limitarsi agli strumenti attuali: bisogna intervenire su salari, produttività e politiche attive, ma anche occuparsi dei nodi sociali come il forte numero di donne inattive, spesso escluse dal mercato del lavoro per carenza di servizi e condizioni adeguate.
